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giovedì 1 luglio 2010

Mosche e dintorni

Tempo pessimo permettendo è giunta l'estate. Visto che qualche tempo fa mi sono imbattuto in qualche disturbatore artropode alato, avevo deciso di informarmi meglio su quali fossero i "pericoli" reali ai quali va incontro un uomo alle nostre latitudini per quanto riguarda gli insetti più diffusi. Sorpresa delle sorprese mi sono ritrovato completamente impreparato; quindi ecco una brevissima carrellata dei principali rompiballe alati che potremmo incontrare quest'estate sulla riva del mare, di un lago, presso un pascolo alpino o persino nel giardino di casa.


Hippobosca equina e H. longipennis comunemente dette mosche cavalline. Attaccano l'uomo ma soprattutto equini, cani e molti altri animali. È stata indicata, insieme ad altri insetti ematofagi, come possibile vettore dell'anemia infettiva equina e della bartonellosi. La puntura può causare nell'uomo reazione anafilattoidi.



Stomoxys calcitrans o mosca del carbonchio (stable fly), spesso chiamata erroneamente mosca cavallina. Molto diffusa anche aldifuori degli ambienti prediletti come i pascoli o le stalle. Raramente attacca l'uomo e gli animali nonostante l'apparato buccale a ciò preposto, poichè polifaga. Preferisce nutrirsi del sangue solo in presenza di ferite aperte. Non preoccupatevene molto.


Tabanus bovinus e simili detti comunemente tafani (horse fly). Dittero di grossa taglia di cui solo la femmina risulta ematofaga e non sempre attacca l'uomo. Anzi a differenza di ciò che si crede predilige un'alimentazione a base di nettare. I tafani sono noti per la varietà cromatica del corpo e soprattutto degli occhi. Un cromotipo comune è quello grigio e verde smeraldo. Quando però si nutre di sangue umano, le conseguenze per la sfortunata vittima si tramutano in un ampio gonfiore ed arrossamento, molto doloroso e persistente.


Phlebotomus papatasi o pappataci per via della loro capacità di avvicinarsi e nutrirsi di sangue senza emettere alcun ronzio (pappataci = mangia e taci). Sono ditteri molto piccoli (2-3mm) e molto simili alle zanzare che sciamano in zone umide sia di giorno che di notte. Oltre alle fastidiose punture, alcune specie sono vettori accertati del protozoo Leishmania responsabile della leishmaniosi, malattia pericolosa per l'uomo e gli animali che si manifesta con febbre e dolorose pustole purulenti. La leishmaniosi inoltre non è l'unica patologia correlata alla puntura di questo insetto, quindi attenzione!


Culex pipiens pipiens e C. pipiens molestus (Linnaeus, 1758) o zanzara comune. La femmina di queste due sottospecie necessita di sangue per produrre una consistente quantità di uova. Frequenta le aree umide, sorvolandole soprattutto verso il calare delle tenebre e il sorgere del nuovo giorno. Culix hortensis invece è morfologicamente assimilabile alla zanzara comune ma non ha abitudini alimentari antropofile.


Aedes albopictus o zanzara tigre, a differenza di altre specie indigene, è attiva durante il giorno, e non solamente all'alba o al tramonto. Originaria del Sud Est asiatico, questa zanzara ha sfruttato i trasporti commerciali per diffondersi  in diverse aree del pianeta (Africa, Medio Oriente, Nord e Sud America, Oceania e quindi Europa). In Italia fa la sua comparsa ufficiale nel 1998, a Genova, in un deposito di  pneumatici importati dall'estero. Generalmente non sfrutta nessun tipo di focolaio naturale sul terreno (pozzo, stagno o fiumiciattolo), ma principalmente contenitori, ascelle fogliari, sottovasi, secchi e bidoni, tombini stradali e copertoni. Questi focolai riproducono il loro ambiente naturale di deposizione: le canne di bambù.



Anopheles claviger (in foto A. albimanus (Meigen, 1818)) o zanzara anofele. L'intero genere Anopheles,  che vanta centinaia di specie diffuse in tutto il mondo, è tristemente noto per rappresentare il vettore principale di trasmissione per patologie parassitiche che colpiscono l'uomo, come la malaria, il nematode parassita Dirofilaria  immitis ed il virus della febbre O'nyong'nyong. A differenza del genere Culex e Aedes, le larve di Anopheles non dispongono del sifone respiratorio quindi sono facilmente distinguibili perchè posizionano l'intero corpo orizzontalmente invece che verticalmente rispetto alla superficie dell'acqua.


Orthopodomyia pulcripalpis. Esistono numerose altre specie arboricole che si riproducono nei cavi degli alberi, anche nelle città, molte delle quali antropofile. Ochlerotatus (Aedes) geniculatus, O. berlandi, O. pulcritarsis e Anopheles plumbeus ne sono l'esempio. Fortunatamente, a causa della scarsità di ambienti adatti alla deposizione, queste specie non si presentano mai con popolazioni in grado di arrecare forte disturbo.  Ochlerotatus (Aedes) pullatus e O. cataphylla sono invece due specie che è possibile incontrare in alta quota, mentre Ochlerotatus (Aedes) mariae e O. zammitii colonizzano le acqua salmastre e salate del litorale. Ambienti come risaie, fossi, stagni e pozzanghere sono possibili focolai per Anopheles maculipennis, Ochlerotatus (Aedes) detritus, Aedes vexans, Culex modestus e Ochlerotatus caspius.



Culiseta annulata (Schrank, 1776).
 

Culiseta longiareolata; entrambe le specie di culiseta hanno abitudini alimentari batracofile/ornitofile.


Per saperne di più sulle zanzare visita questo sito QUI ma anche questo QUA.

sabato 30 maggio 2009

lunedì 3 novembre 2008

Quando si dice record








Per la cronaca le prime 5 foto sono di pesci presi in Italia (grandi laghi prealpini) e in particolare la seconda rappresenta lo stesso pescatore della terza e della quarta foto, ma il pesce non è lo stesso! Quando si dice culo...
Vorrei comunque far notare ai profani che questi sono record assurdi, già trovarsi di fronte un esocide sul metro è una mezza impresa, figuriamoci portare a secco 25-30kg x 170cm di potenza. E pensare che le leggende vogliono che in Alaska ne fu pescato uno con le reti del peso di 67kg. Se fosse vero sarebbe incredibile.

giovedì 30 ottobre 2008

domenica 19 ottobre 2008

venerdì 10 ottobre 2008

Otello Gius si laurea!



Ebbene sì, in attesa del maremoto che distruggerà il Golfo del Messico e sperando che il morbo di Morgellon non ci colpisca tutti, Otello ha deciso di scrivere il capitolo finale della sua historia universitaria. Siccome siamo tutti contenti perchè non ci scasserà più la tega, lo abbiamo aiutato a perdere fiducia in se stesso. Come disse il noto poeta futurista Danielo Rabesandratana: la mia qualifica non mi gratifica. Disegni, montaggi, montate e stress
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Se volete vedere il tutto a risoluzione totale, visitate Flickr QUI.

giovedì 25 settembre 2008

Cena de petz








mercoledì 24 settembre 2008